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Malasacra Copertina flessibile – 9 gennaio 2020

4,3 su 5 stelle 19 voti

Dettagli prodotto

  • Editore ‏ : ‎ Kipple Officina Libraria (9 gennaio 2020)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 224 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8832179113
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8832179118
  • Peso articolo ‏ : ‎ 360 g
  • Recensioni dei clienti:
    4,3 su 5 stelle 19 voti

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Francesco Corigliano
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I clienti dicono

I lettori apprezzano l'ambientazione, descrivendola come poetica e struggente. La prosa è considerata piena, avvincente e suggestiva. Inoltre, trovano il libro misterioso e guidano verso una riflessione profonda sui misteri esistenziali.

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6 clienti menzionano “Ambientazione”6 positive0 negative

I clienti apprezzano l'ambientazione del libro. Affermano che infondendo una realtà poetica e struggente, valorizza a pieno le ambientazioni. Inoltre, trovano la prosa piena di elementi inquietanti e descrizioni maestose.

"...La scrittura è di un’intensità straordinaria, i dettagliati particolari sono altamente evocativi, arricchiti da metafore auliche e mai fuori luogo,..." Visualizza altro

"...C'è un bellissimo racconto che si intitola In Tenebris Umbra che potremmo definire un giallo weird lovecraftiano...." Visualizza altro

"...Realismo delle ambientazioni e credibilità dei personaggi rendono ancora più potente la sua visione che nasce da mirabolanti idee fantastiche...." Visualizza altro

"...I racconti possono benissimo essere fruiti singolarmente, ma letti nell'insieme tratteggiano un paesaggio oscuro e pregno di poesia, con moltissimi..." Visualizza altro

4 clienti menzionano “Contenuto”4 positive0 negative

I clienti apprezzano il contenuto del libro, descrivendolo come pieno di elementi inquietanti. Inoltre, trovano la prosa maestosa e descrizioni mai prolissi.

"...Il richiamo all’orrore cosmico e a quello che ben conosciamo per chi è avvezzo a una letteratura in cui l’orrore irrompe nel quotidiano abbandonando..." Visualizza altro

"Una prosa piena, ricca di elementi inquietanti e descrizioni maestose, ma mai prolisse o noiose, vi accompagnerà per tutta la durata di questa..." Visualizza altro

"...questi racconti riesce a creare un senso di mistero, ansia e paura verso l'ignoto. Piacerà agli amanti di Lovecraft." Visualizza altro

"Orrori vivi e antichi..." Visualizza altro

3 clienti menzionano “Divertente”3 positive0 negative

I clienti trovano il libro divertente e suggestivo. Affermano che le descrizioni sono maestose, mai prolisse o noiose.

"...spesso sottovalutato - non mi stancherò mai di affermarlo - diventa raffinato oltre che pulsante d’angoscia, di sospensioni evidenziate in maniera..." Visualizza altro

"...ricca di elementi inquietanti e descrizioni maestose, ma mai prolisse o noiose, vi accompagnerà per tutta la durata di questa antologia...." Visualizza altro

"Avvincente e suggestivo...." Visualizza altro

3 clienti menzionano “Misterioso”3 positive0 negative

I clienti trovano il libro misterioso e lo considerano una guida verso una riflessione profonda sui misteri esistenziali.

"...Dapprima calmo e ponderato nella sua introduzione, incalzante e misterioso quando gli invitati lasciano il triclinium e rimangono i pochi famigliari..." Visualizza altro

"Corigliano scrive davvero bene e con questi racconti riesce a creare un senso di mistero, ansia e paura verso l'ignoto...." Visualizza altro

"Stimola magistralmente la fantasia e guida verso una riflessione profonda su misteri esistenziali prendendo per mano il lettore tra i foschi..." Visualizza altro

3 clienti menzionano “Personaggi”3 positive0 negative

I clienti apprezzano i personaggi del libro.

"...L’impostazione classica, tanto cara a Lovecraft, del personaggio narrante in prima persona, rende giustizia a un racconto che sul finale propone un’..." Visualizza altro

"...È riuscito nel piccolo miracolo di creare dei personaggi credibili anche utilizzando un registro non comune...." Visualizza altro

"...Realismo delle ambientazioni e credibilità dei personaggi rendono ancora più potente la sua visione che nasce da mirabolanti idee fantastiche...." Visualizza altro

Recensioni migliori da Italia

  • Recensito in Italia il 9 marzo 2020
    1 - IL SILENZIO, primo racconto degli 11 che compongono questa particolare antologia, apre le danze macabre facendoci scorgere i primi ritagli del complesso mondo creato dall’Autore. Il richiamo all’orrore cosmico e a quello che ben conosciamo per chi è avvezzo a una letteratura in cui l’orrore irrompe nel quotidiano abbandonando i tetri castelli gotici, urla fra le righe nel “silenzio” di questo primo racconto, portandoci in quella zona oscura incomprensibile per l’immensa vastità, difficile da concepire per la menta umana.
    2 - SANCTA SANTORUM è volto al recupero di una reliquia presso una villa abbandonata e abbracciata dalla sola vegetazione. Raffaele Gabrieli, teologo e proprietario della magione, dalla sanità mentale vacillante: morto dimenticato in una clinica di Palermo, ha nascosto la preziosa reliquia all’interno della sua abitazione. Alessandro De Sanctis è incaricato del recupero dell’oggetto sacro; Bortoli è il suo committente. Tre giorni sono il tempo massimo per svolgere il lavoro. Ne scaturisce un’avventura macabra vissuta in solitario, in cui oscuri echi del passato riaffiorano nelle sensazioni di disgusto e smarrimento provate da De Sanctis durante la minuziosa ispezione a Villa Gabrieli, trasudante la follia del proprietario alla ricerca di un “assoluto metasacrale”. Un caleidoscopio di chimica, di formule estirpate da libri proibiti, di giunture scricchiolanti, intarsiate fra loro con fili conduttori… e campanelli tintinnati oltre “I ratti nei muri”, alla ricerca della santità sancita dal dolore straziante e perpetuo.
    La scrittura è di un’intensità straordinaria, i dettagliati particolari sono altamente evocativi, arricchiti da metafore auliche e mai fuori luogo, infondendo alle ambientazioni una realtà poetica e struggente che valorizza a pieno le atmosfere che diventano e sono sviscerate come caratterizzazioni di personaggi. Il genere in oggetto, spesso sottovalutato - non mi stancherò mai di affermarlo - diventa raffinato oltre che pulsante d’angoscia, di sospensioni evidenziate in maniera naturale ma disturbanti come l’ignoto che ammanta, oltre a questo racconto, l’intera produzione di questa “fantastica” raccolta. Il testo contrariamente a quanto si possa pensare, è fluido e cattura sin da subito l’attenzione del lettore, che sarà costretto a divorare pagina dopo pagina, alla febbricitante rivelazione del mistero nascosto, così come in ogni racconto dipinto con maestria dalla penna dell’Autore.
    3 - LA VERITA’ SULLA CAROLUS REX è il successivo racconto impregnato d’acqua salmastra che porterà a galla un vecchio relitto scomparso fra i flutti dell’Oceano Pacifico, nella tratta tra Lima e Manila fra il 1974/75. Testimone dell’avvistamento della suddetta nave fantasma e interlocutore che ne dispiega i fatti è il Capitano Gunnar Hagen del mercantile Hamsun. La mattina del 15 agosto 2012, dopo aver avvistato il vecchio relitto, Hagen stesso, l’ufficiale Geldes e altri cinque uomini, approntato un gommone, si apprestano a sondare il mistero che per lunghi decenni ha avvolto la Carolus Rex.
    Per chi ancora non avesse intuito un incontestabile collegamento con Hodgson, l’Autore che non ne fa mistero, lo ricorda esplicitamente tramite una studiata citazione, inserendo nel manipolo di lupi di mare destinati all’esplorazione del relitto... un certo Hodgson. Il racconto è avvolto da un insano mistero che si manifesta fra la cronaca diretta di Hagen, flashback degli eventi legati al ritrovamento e all’esplorazione, e lontani echi dall’oscuro passato, scritti in latino da Bernardo di Zico e tradotti dal capitano Eyden, l’ultimo al comando della Carolus Rex. L’impatto nel lettore è il medesimo che pervade i racconti di Hodgson ma anche quello del Solitario di Providence. Un orrore cosmico che va oltre l’umana comprensione, che stride con le presunte realtà delle religioni conosciute, per abbracciarne altre sconosciute che si perdono nel calderone atavico di tempi antichi di cui ovviamente non si ha memoria, riaffiorando prepotentemente in un’epoca moderna che si condensa in un nuovo Medioevo. La scrittura lineare, ma dal ritmo serrato, è un valore aggiunto che ipnotizza il lettore.
    4 - LA TERRA ALTRUI è un racconto in costume, storico e per la natura stessa del genere, distopico. Narra delle gesta dell’antica Roma alla conquista del mondo: in questo caso della Germania. Dapprima calmo e ponderato nella sua introduzione, incalzante e misterioso quando gli invitati lasciano il triclinium e rimangono i pochi famigliari, per ascoltare la fine della cronaca della battaglia di Cassio. Riconoscendo nel finale che anche Roma non può spingersi oltre certi insondabili confini.
    5 - IL DRAGONE DEL VUOTO narra di una presenza atavica che nella sua inconsistenza incarna un drago. La consapevolezza effettiva della creatura, finora rimasta nelle zone d’ombra della mente come una nera e infausta precognizione, diviene possibile per opera del bibliotecario e dei suoi particolari occhiali costruiti con documenti d’epoca, dove appare chiara la metafora che la conoscenza e l’istruzione sono il mezzo più severo e importante per vedere oltre alle apparenze. È altresì chiaro, che la consapevolezza oltre alle “apparenze” stordisce con un’aura d’orrore quanto la verità dimenticata che si apprende leggendo il finale, che sarà arricchita anche dalle interpretazioni che ogni lettore può trarne. Metafora di Antiche paure, di cui si ha solo la percezione ma non la comprensione.
    6 - DEL MORMORARE. LA CONTROLINGUISTICA A PARTIRE DA LACAN è un esercizio linguistico che porta alla destrutturazione delle parole, coadiuvato dalla psicanalisi, rinnovando in ultimo, l’importanza del significato del linguaggio che nelle righe conclusive incomincia a sfaldarsi.
    7 - IN TENEBRIS UMBRA è un’oscura indagine che si apre al lettore con un cadavere ritrovato sulla spiaggia di Catona (Reggio Calabria) , annunciato da una telefonata anonima alle 5 del mattino del 20 marzo. A indagare sono l’Ispettore Antonio Marzano e il commissario Giuseppe Agri. Il cadavere ha il viso letteralmente ridotto all’osso e corrisponde al nome di Niccolò Neto, ex-assessore all’urbanistica e all’edilizia. L’indagine si presenta come l’ennesimo caso di appalti truccati, nella fattispecie la costruzione del complesso “Agon”, apparentemente conteso dagli Araneti e dai Norta: ma un particolare manifesto funebre apparso la stessa mattina, ancora prima dei funerali e poco dopo il riconoscimento del cadavere, da parte della loggia massonica “Ordine della Quinta Stella”, mette in dubbio la pista iniziale...
    In questo racconto dalle molteplici influenze, gialle, thriller, Noir con una venatura di poliziesco, perfettamente miscelate fra loro, si avverte con maggior prepotenza il significato della letteratura Weird. L’inesplicabile, l’orrore che abbandona i tetri castelli gotici per irrompere nella quotidianità (come già specificato in apertura nel primo racconto), seppur distorta dalle azioni criminali, qui rappresentate dalla ‘ndrangheta. La scrittura semplice ma raffinata, come ho già accennato, che ritroviamo in quest’ennesimo racconto, è intarsiata dalle descrizioni ambientali, cupe e precognitive di una mutazione in atto che prende in considerazione altre piste investigative, diverse da quelle malavitose. Il tempo è quindi un evidente metafora di un oscuro presagio, con la continua caduta della pioggia, le nubi più cupe dello stesso imbrunire, il borbottio dei tuoni che si susseguono come a suggerire la pericolosa verità bisbigliata fra le righe. L’aria che si respira è claustrofobia, l’ansia cresce esponenzialmente con l’impossibilità di frenare gli eventi né di comprenderli appieno - appaiono confusi e caotici - che si susseguono senza sosta, dipingendo uno spaccato da “fine del mondo” in cui neanche un solo tassello dell’insieme riesce a essere collocato per un logico proseguimento di un’indagine che si ingrandisce a dismisura come i tentacoli di una piovra. È possibile che il solo elemento che emerge, il solo filo conduttore, sia un’antico tomo che acquista massima importanza in un’epoca moderna apparentemente priva di superstizioni, e ne divenga la sola causa del clima apocalittico?
    E il finale, lascerà ben poco supposizioni interpretative, ma molte domande senza risposta. Perché, purtroppo, ad alcune domande, non esiste risposta se non l’evidenza dell’effetto senza causa. Di chiara origine Lovecraftiana, rurale nel suo contesto, non lascia respiro al lettore.
    8 - MEGATAIGA è l’ottavo racconto. Alesa, Piotr, Ivan e Vassili: militari armati nella Taiga Siberiana, insieme a un gruppo di scienziati, sono di guardia a una grossa voragine scavata nel terreno dai ricercatori. I resti di un segreto sepolto da due milioni e mezzo di anni, incombono spettrali sull’umanità, così come l’ombra di Algernoon Blackwood - un altro colosso della letteratura - e del suo Wendigo.
    9 - IL FUNEBRE CANTO narra di una spedizione in Spagna, promossa da un’iniziativa dell’Unione Europea, con il fine di esaminare alcuni resti organici, siti sulle coste della Galizia nei pressi del paese di Santa Marina.
    È indubbio che anche questo racconto, richiami temi cari al Solitario di Providence, sebbene come gli altri della raccolta, sia trattato in maniera del tutto originale con una reinterpretazione dell’Autore che si trasforma in una degna e ragionata continuazione mai scadendo in un riciclaggio di argomenti già trattati. L’impostazione classica, tanto cara a Lovecraft, del personaggio narrante in prima persona, rende giustizia a un racconto che sul finale propone un’angosciante interpretazione.
    10 - DEL MALE, quello che non avrebbe voluto trovare il Dott. Alsi che si trasferisce da Roma, presso il Santuario di Paola sito in provincia di Cosenza nella regione Calabria, gestito dall’ordine dei frati minimi, per ritagliarsi un periodo di tranquillità. A destabilizzare nell’immediato il ricercato isolamento dalla capitale, il cadavere di un frate, fra’ Alberto, caduto dalla sua cella che si trovava nel ponte sospeso della struttura, viene rinvenuto, cullato dalle acque del piccolo torrente sottostante. Un cupo mistero (con un leggero rimando reinterpretato dall’Autore in chiave moderna a Clark Ashton Smith e al suo Ciclo di Averoigne) aleggia fra le ombre del Santuario, in primis, il perché un frate si sarebbe tolto la vita. Ad aggravare tale sensazione di pericolo, sono anche alcune bizzarre figure, prima fra tutte, il mistico e conosciuto fra’ Ambrosio, che pare abbia posato lo sguardo su alcuni vecchi documenti imparandoli a memoria per poi distruggerli. In un tale scenario, suggestivo e misterioso, tanto reale quanto il ponte del diavolo, si sviluppa l’intreccio narrativo ben curato e denso di aspettative che la penna dell’Autore sa mantenere alte senza mai minare l’attenzione del lettore. La scomoda verità nel blasfemo finale è rivelata nella sua ineluttabile oscurità senza possibilità di errore e con qualche interpretazione finale da parte del lettore.
    11 - LE COLLINE O LE CITTA’ è l’ultimo racconto che completa questa raccolta palindroma.
    Ognuno di noi nella vita ha dei momenti da dimenticare, da estirpare più inconsciamente che con cognizione di causa, dall’affollamento d’informazioni e di eventi che compongono i ricordi, lasciando il “vuoto” in quelle porzioni di spazio, in precedenza, occupate da nefasti eventi.
    In alcuni casi, più unici che rari, il vuoto è indotto per cancellare una memoria atavica.
    Questo “vuoto” in letteratura è espresso da pagine mancanti, vuote, con il solo cursore del word processing software che precede l’assenza, e immancabilmente il lettore è trascinato dentro la storia. Infatti, noi vediamo il cursore che precede lo spazio bianco, le parole che dovranno essere scritte e che leggeremo in tempo reale con la stesura che ne fa il suo autore, che si butta di getto nel ricordo prima che svanisca del tutto, per lasciare una traccia della devastante scoperta.
    Durante la ristrutturazione di un casolare in Calabria, nella valle del Mesima, occultato dalle radici di un albero, sono rinvenute ossa umane e vasellame funerario di fattura Greca databile al V secolo... ma quello che lascia maggiormente perplessi, è l’enorme bocca di una cavità, di un tunnel, che s’inoltra sottoterra. E fra le parole, le righe, le pagine… echeggia lo spettro di “The Nameless City”.
    Per tirare le fila su queste undici storie dagli intrecci narrativi complessi, delineati nell’insieme ma che nel finale risultano sfuggevoli, ridisegnandosi, ricostituendosi come sensazioni che appartengono al singolo lettore che ne trae conclusioni interpretative personali, è innegabile l’effetto finale, che porta il singolo fruitore a porsi delle domande che vanno bel oltre ciò che è stato narrato, regalandoci una totale evasione dall’intreccio narrativo classico. Un’esperienza da provare per trarne una soggettiva esperienza.
    Puro godimento per il raffinato nero spirito che alberga nei cuori del nostro Doppelganger.
    CONSIGLIATO A TUTTI I LETTORI!!!
    2 persone l'hanno trovato utile
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  • Recensito in Italia il 25 ottobre 2020
    Nel cuore della prima antologia personale di Francesco Corigliano c’è una domanda. Il lettore che attraversa “Malasacra” passa la maggior parte del tempo a esplorare rovine, relitti e case abbandonate, e in mezzo ai resti di utopie dimenticate o di ere finite da un pezzo, cerca insieme all’autore un significato più profondo per il caos violento e per il tedio della realtà; cerca un’origine, un trauma primordiale che continua a farci male.
    Le visioni mostruose, le mutazioni, le congregazioni occulte che si sviluppano attorno a questa ricerca irrisolta diventano simboli per riflettere sulla nostra importanza di fronte a quelle che, pensiamo, siano forze infinitamente più grandi di noi, ma che si riducono spesso al nulla, a una pagina bianca. Il vero mostro che ci troviamo ad affrontare è la paura di essere soli, abbandonati a noi stessi dai nostri simili e dalle entità che preghiamo perché ci proteggano.
    Non sempre lo stile e il linguaggio del racconto dell’orrore soprannaturale si rivelano adatti per esprimere i contenuti al massimo della loro potenza, ma dove “Malasacra” va a segno, e va a segno spesso, lo fa con scosse emotive intense, e apre al lettore scorci vividi su qualcosa di più grande e inafferrabile delle realtà che crediamo di conoscere.
  • Recensito in Italia il 28 novembre 2021
    L'orrore cosmico di Malasacra ha radici saldamente piantate nel mezzogiorno italiano. Non il sud pizza e tarantella... Un mezzogiorno più antico, una Calabria che non ha dimenticato le sue radici storiche, o una Sicilia che nasconde reliquie inimmaginabili. E la cosa crea in più di un momento una ibridazione affascinante, una ambientazione viva e antica che realmente inquieta.

    Malasacra nasconde gli orrori cosmici e le civiltà perdute, ma la cosa che forse fa più paura è vedere come questo senso di orrore inspiegabile abbia esteso i propri tentacoli nella società. C'è un bellissimo racconto che si intitola In Tenebris Umbra che potremmo definire un giallo weird lovecraftiano. Qui Corigliano non si esime dall'inserire alcuni stereotipi del genere che risultano anche molto credibili, e pone il nostro investigatore di turno di fronte a una storia che sarebbe meglio non svelare, a logge massoniche che nascondono segreti e che si estendono in ogni affare lecito e illecito, ma che ancor più che soldi e potere sono a caccia di misteri.

    Un'altra storia che mi è piaciuta molto è "Del Male". Qui si esplora il lato oscuro della storia della religione, si accenna a certe suggestioni che sono divenute mito, si richiama ancora una volta il topos della mente che non può accettare certe verità senza uscirne deformata, qui si offrono delle risposte che per forza di cose non potranno mai essere complete, dovranno mostrarci solo una parte, quella accettabile, della verità.

    La lingua utilizzata è ricca, ampollosa, antica, persino barocca ma quasi mai forzata. Non ho mai avuto l'impressione che Corigliano utilizzasse per i suoi personaggi dei termini o delle costruzioni complesse per far sfoggio di sè e della sua cultura. È riuscito nel piccolo miracolo di creare dei personaggi credibili anche utilizzando un registro non comune.

    Malasacra non è una raccolta "facile", ma saprà darvi grosse soddisfazioni, non solo se siete accaniti lettori del genere. Non è una scopiazzatura di racconti stranieri, non è una roba che arriva un secolo in ritardo, è la prova di un autore maturo che non teme di cimentarsi con qualcosa di classico. Consigliato.
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  • Recensito in Italia il 17 settembre 2024
    Corigliano compila una sinfonia oscura di weird che unisce il sacro al profano. Realismo delle ambientazioni e credibilità dei personaggi rendono ancora più potente la sua visione che nasce da mirabolanti idee fantastiche. Un must per i weird men.

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  • Belphegor
    5,0 su 5 stelle Malasacra (k_noir Vol. 2)
    Recensito in Germania il 26 novembre 2024
    Sono rimasto molto colpito da questi racconti, davvero di grande qualità. Non conoscevo l’autore e sono approdato a questa collana (k_noir) solo perché cercavo altri lavori di Musolino, dopo aver letto la raccolta "Un buio diverso". Anche con Corigliano, ci troviamo di fronte a un giovane talento.

    I racconti sono piuttosto eterogenei nei contenuti, ma condividono tutti un’atmosfera claustrofobica e opprimente. È impossibile non percepire l’influenza di Lovecraft, la cui impronta emerge chiaramente in molte di queste storie. Tuttavia, ciò non rappresenta un limite: al contrario, ho trovato i racconti originali, sia per le ambientazioni sia per lo sviluppo narrativo. Si avverte anche una marcata componente che richiama il poliziesco e il noir. I 4 racconti che meno ho apprezzato sono: La terra altrui, Il dragone del vuoto, Del vuoto mormorare, Megataiga.

    La scrittura è fluida, scorrevole e incredibilmente coinvolgente. Una bella lettura da consigliare!